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Intervista esclusiva agli artisti del concerto “Carmen ma pensée”

Mag 5, 2026 | Intervista

Abbiamo intervistato Marco Costa, Giuseppe Ugo Mazzone, Marco Nicolè, Giorgio Scarano (chitarre) e Federica Bragaglia (mezzo soprano) che saranno in concerto domenica 7 giugno 2026 ore 16.30 presso l’Auditorium “Cesare De Michelis” M9 – Museo del ’900, via Pascoli 11, Mestre.
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Com’è nato il Quartetto e com’è nata la collaborazione tra il Quartetto e Federica Bragaglia?

Il quartetto si costituisce a seguito di un progetto monografico sul compositore Luca Mosca. Il CD, uscito lo scorso anno, ha ricevuto lusinghieri apprezzamenti da parte della critica specializzata (“Amadeus”, “Il Fronimo”). La successiva collaborazione con Federica Bragaglia nasce da una conoscenza pregressa già consolidata e una stima reciproca, da una tipologia di voce particolarmente adatta al nuovo progetto e al repertorio della mezzo soprano; non ultimo la disponibilità a lavorare lungamente in sinergia per elaborare il programma definitivo.

 

Com’è nato, invece, questo concerto dal titolo “Carmen ma pensée”?

“Carmen ma pensée” nasce in occasione del 150° anniversario di Carmen di G. Bizet. “Carmen” è la punta dell’iceberg di un genere che ha coinvolto la Francia al Primo Impero alla Terza Repubblica. Una Spagna però filtrata, sognata, non così vicina alla realtà. Viene coniata la parola “Espagnolades”, dapprima sinonimo di vanteria, il termine conservò poi la sua connotazione minore, designando nel XIX secolo opere artistiche che evocavano la Spagna attraverso uno stile pittoresco ridotto a pochi cliché: in breve, la “España de pandereta”. Divenne poi un vero e proprio genere musicale il cui repertorio merita di essere rivalutato. A questo genere si contrappone un repertorio più raffinato, quello per intenderci della “Rapsodia spagnola” di Ravel o di Soirée dans Grenade” di Debussy, ove la Spagna viene immaginata con caratteristiche più “sottili”, “evanescenti” quasi oniriche. Il concerto che proponiamo è un piccolo spaccato di questo periodo storico dove si intrecciano le composizioni dei compositori francesi che guardano la Spagna a quelle degli artisti spagnoli che vanno a Parigi accolti con grande entusiasmo. Lo strumento simbolo della Spagna è sicuramente la chitarra. Così, quando il grande chitarrista andaluso Andrés Segovia debutta il 7 aprile 1924 a Parigi, il successo è enorme e segna l’inizio di una carriera internazionale. Ricordiamo che Manuel de Falla, in occasione di una commissione pervenuta nel 1920 da parte de la Revue Musical de Paris per commemorare la ricorrenza della morte di Claude Debussy, scrive l’Homenaje per chitarra!

 

Cosa rende questo patrimonio musicale ancora attuale per il pubblico di oggi?

Nello specifico “Carmen” è un tema attualissimo se accostato al tema del femminicidio.

 

Cos’ha di speciale e unico questo concerto? Perché le persone dovrebbero venire?

Il concerto è assolutamente originale perché nasce e viene cesellato attorno ad un periodo storico, musicalmente parlando, particolarmente accattivante anche per il pubblico non necessariamente specializzato e avezzo alla frequentazione dei concerti di musica classica. Le famose arie della Carmen fanno parte del “dna” di tutti.

 

Cosa sperate di trasmettere al pubblico che verrà al vostro concerto?

Abbiamo sempre riscontrato, nei diversi concerti con “Carmen”, una grande risposta di pubblico. Il programma ha arie già conosciute, famosissime, oltre alla già citata Habanera, presentiamo una versione per voce e chitarra del famosissimo secondo movimento del “concierto de aranjuez” di J. Rodrigo. Un tema che ha saputo andare oltre la musica classica per entrare anche in altri generi musicali più popolari. Desidero solo ricordare che Aranjuez è stato cantato – solo per citarre alcuni conosciuti cantanti in Italia – da Massimo Ranieri, Dalida, Mina (Trenodia).