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INTERVISTA ESCLUSIVA A DANIELE MARTINELLI

Apr 28, 2026 | Intervista

Abbiamo intervistato Daniele Martinelli, vincitore del Premio Venezia 2025 che sarà in concerto sabato 16 maggio 2026 alle ore 16.30 presso Villa Algarotti-Berchet, in via Terraglio 92-94, Mestre.
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Ti esibirai in concerto in quanto Vincitore del Concorso Pianistico Nazionale Premio Venezia 2025. Come ti sei sentito quando hai vinto il concorso?

Il prestigio del Premio Venezia è noto a tutti i giovani pianisti italiani che si avvicinano al mondo dei concorsi, è stato perciò meraviglioso poter accedere alla finale e ottenere il primo premio. Le prospettive che si aprono dopo il Premio Venezia sono ottime e di grande supporto per un giovane; questo implica ovviamente un forte senso di responsabilità nei confronti delle opportunità che si ricevono e del repertorio che si affronta e si propone. La vittoria del Premio Venezia resterà sicuramente uno dei ricordi più felici, che porterò sempre con me.

 

Il programma include musica molto intensa di Prokofiev e Schumann: c’è un brano a cui sei particolarmente legato?

Kreisleriana di Schumann è un pezzo che ha un valore indelebile nella mia vita. L’ho approcciato ormai anni fa, ma saltuariamente lo riprendo e lo ri-programmo anche per breve tempo in alcuni recital. Ha rappresentato per me una svolta significativa, sia per l’approccio severo, ma a tratti stravagante che richiede lo studio di quest’opera, ma specialmente perché ai tempi ha drasticamente modificato la mia concezione dell’essere un musicista.

 

Secondo te, perché le persone dovrebbero venire a questo concerto?

Credo che il programma sia particolarmente accattivante, proprio perché lega due compositori apparentemente molto distanti, che in queste opere lasciano spazio ai lati più tellurici e vivaci delle loro personalità, non solo in qualità di compositori, ma soprattutto dal punto di vista umano.

 

Cosa ti piacerebbe che il pubblico si portasse a casa dopo aver ascoltato il tuo concerto dal vivo?

Dall’ascolto di un concerto si possono ottenere risultati molto diversi. Tendenzialmente quello che cerco io come ascoltatore è qualcosa di forte, che si tratti di un’emozione legata alla bellezza, ma anche connessa ad una sensazione negativa come fastidio o irritazione. Il concerto vale l’ascolto quando si esce certi di aver vissuto qualcosa di pregnante.

 

Dopo il concerto ci sarà anche un rinfresco insieme: ti piace l’idea di incontrare il pubblico in modo così diretto?

Assolutamente si, il formalismo estremo per cui lo spazio tra esecutore e pubblico si fa sempre più ampio, non credo abbia più valore attualmente. I musicisti e la musica che suonano vivono grazie al pubblico, ritengo perciò che sia speciale poter incontrare in modo diretto e colloquiale chi ascolta, anche per poter avere talvolta un riscontro e confronto diretto di ciò che si è appena ascoltato.