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INTERVISTA A GIOVANNI AMODEO

Set 7, 2026 | Intervista

Abbiamo intervistato Giovanni Amodeo che sarà in concerto martedì 26 gennaio 2027 alle ore 19.30 presso il Teatro Toniolo di Mestre.
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Io e la Rossa nasce anche dall’intreccio tra la storia artistica di Milva e alcuni suoi ricordi personali. Quando ha sentito la necessità di trasformare questo legame in uno spettacolo?

È stata una vera e propria necessità, credo che nel nostro paese da qualche anno in qua, ci si dimentica molto facilmente delle grandi eccellenze che abbiamo e abbiamo avuto, credo che dovremmo essere grati a tutte le persone, artisti e non, che per generosità e talento, riescono a farci entrare in un mondo che non è il nostro, e ci portano a dimenticare anche per un solo momento i nostri casini ( o problemi), insomma gratitudine a chi ci fa sognare, e Milva fa sognare, come artista completa, ha portato l’Italietta dei musicarelli a scoprire molto altro.

 

Milva è stata cantante, attrice e interprete capace di attraversare mondi artistici molto diversi. Quale ritratto ha scelto di restituire al pubblico?

Vorrei restituire al pubblico la Milva che più amo, l’artista che sperimenta generi diversi, mantenendo sempre un’altissima qualità, senza mai pensare al mercato, rischiando molto; quindi, ho scelto brani molto diversi tra loro e che hanno segnato momenti molto precisi della sua carriera.

 

Nel titolo dello spettacolo compare anche quel suo “Io”. Quanto della sua storia personale e artistica entra nel racconto dedicato a Milva?

La mia storia “d’artista” è stata sicuramente influenzata da artisti come Milva, artisti e persone che hanno messo la loro voglia di conoscere, scoprire, misurarsi continuamente con più forme di spettacolo/espressione, trascurando quasi sempre il risultato facile. Un omaggio a Milva, da uomo non è una scelta semplice, sarebbe stato più “normale”, un omaggio a Ranieri, Celentano, Zero, Zucchero, De André ecc… Ma a me piacciono le sfide, che mi mettono davanti ai miei limiti, e grazie alla musica e all’arte si supera tutto.

 

Milva aveva una personalità artistica capace di passare dalla canzone d’autore al teatro, dalla televisione alla musica colta. Quali sono stati i passaggi più importanti nel costruire uno spettacolo che restituisse questa sua straordinaria versatilità?

“Io e La Rossa”, è un viaggio che parte dalla fine degli anni 60, e arriva ad oggi, tutte le volte che ho incontrato l’artista Milva è stato per me un fatto, un evento, e lo studio delle sue trasformazioni mi ha dato un’idea precisa di ciò che volevo essere sia come artista che come essere umano. Milva per me non è semplicemente un’artista, ma una forma d’arte da studiare approfondire e conoscere…

 

Che cosa può scoprire di Milva chi non ha vissuto direttamente gli anni dei suoi grandi successi?

Molti giovani e giovanissimi musicisti vengono incuriositi a vedere “Io e La Rossa”, e la cosa che mi fa più piacere ascoltare è quando mi parlano della sorpresa che hanno avuto nell’ascoltare brani che hanno sia nel testo che nella musica un’attualità disarmante, io consiglio loro di andare ad ascoltarsi gli originali, c’è sempre da imparare qualcosa, perché come succede sempre con i grandi artisti, Milva sorprende sempre ad ogni ascolto.

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