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INTERVISTA ESCLUSIVA A GIOVANNI BERTOLAZZI

Apr 13, 2026 | Intervista

Abbiamo intervistato Giovanni Bertolazzi che sarà in concerto martedì 28 aprile 2026 alle ore 19.30 al Teatro Toniolo.
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Cosa rende Liszt così affascinante e potente ancora oggi, e cosa speri che il pubblico scopra ascoltando la tua interpretazione?

Liszt rappresenta un connubio straordinario: un pianista senza paragoni, un compositore geniale e visionario, un uomo che ha segnato la sua epoca e quelle successive grazie a una personalità fuori dal comune. Mi auguro di riuscire a comunicare la statura artistica di questa figura, spesso fraintesa o ridotta a un’immagine troppo superficiale della sua musica.

 

Perché hai scelto questo repertorio per il tuo concerto?

Liszt mi accompagna fin da bambino ed è uno degli autori che ho più approfondito negli anni. Dedicargli un intero programma significa rendere omaggio non solo alla sua grandezza, ma anche alla vastità e varietà della sua produzione, che riflette una vita straordinariamente ricca di esperienze. Il programma che presenterò attraversa momenti diversi e contrastanti del suo percorso creativo: dalle Rapsodie ungheresi all’ultimo Liszt, dalla Danza Macabra fino alla Sonata in si minore, autentica summa della sua intera opera.

 

Se dovessi descrivere il tuo concerto a chi non conosce ancora Liszt, come lo inviteresti a venire?

Più che un invito a conoscere Liszt, è un invito a vivere un’esperienza. La sua musica travolge, emoziona, affascina: è un viaggio che non lascia mai indifferenti.

 

Come riesci a far vibrare il pianoforte con tutta l’intensità, l’energia e la poesia tipiche di Liszt, anche per chi ascolta per la prima volta?

La musica di Liszt richiede un coinvolgimento totale da parte del pianista, ma anche uno strumento capace di restituirne ogni sfumatura. Per questa occasione ho scelto di esibirmi su un grancoda BORGATO, un’eccellenza del Made in Italy che mi permette di immedesimarmi pienamente in ogni pagina, dalla più intima alla più esplosiva.

 

Quale esperienza o emozione speri che il pubblico porti a casa dopo aver vissuto questo viaggio nel mondo di Liszt?

Vorrei che il pubblico andasse oltre l’aspetto virtuosistico, benché in Liszt sia sorprendente, e si lasciasse toccare dalla profondità e dalla forza espressiva del suo linguaggio. La sua musica dipinge paesaggi, racconta storie, comunica sentimenti universali: mi auguro che ognuno possa percepire tutta questa bellezza.

 

La mattina del concerto incontrerai gli studenti e le studentesse del liceo musicale di Venezia. Quali aspetti della musica di Liszt pensi possano affascinare o ispirare maggiormente le nuove generazioni?

I giovani sono spesso attratti dalla parte più atletica e scenografica della sua musica, ma spero che come è accaduto a me – restino affascinati anche dalla sua capacità di creare illusioni sonore attraverso un linguaggio inconfondibile. E soprattutto, che comprendano come il virtuosismo in Liszt sia un mezzo, anziché un fine.