
INTERVISTA ESCLUSIVA A CESARE BOCCI
Abbiamo intervistato Cesare Bocci (voce recitante) che, insieme al TRIO SAVERIO MERCADANTE (Rocco Debernardis-clarinetto, Roberto Corlianò-pianoforte, Francesco Tizianel-chitarra), farà un concerto omaggio a Lucio Dalla martedì 21 aprile 2026 alle ore 19.30 al Teatro Toniolo.
vai alla scheda del concerto
Come è nata la collaborazione con il trio Saverio Mercadante?
La collaborazione con il Trio Saverio Mercadante è nata diversi anni fa. Il fondatore, Rocco Debernardis, mi contattò per uno spettacolo su San Francesco, dove io avrei dovuto fare delle letture con un’orchestra che faceva il commento musicale. Da lì è nata una collaborazione che dura da dieci-dodici anni. Abbiamo fatto tanti diversi lavori insieme: uno spettacolo sui Beatles, e altri due che portiamo in giro da tre-quattro anni, dedicati uno a Lucio Battisti e uno a Lucio Dalla. È nata anche un’amicizia, e quando c’è l’amicizia si lavora anche meglio.
Com’è nato questo progetto dedicato alla figura di Lucio Dalla?
Dopo gli spettacoli sui Beatles e su Battisti, ci siamo interrogati con Rocco su quale altro progetto potesse essere interessante. In realtà, grandi musicisti e cantautori da raccontare, che ci hanno accompagnato per anni e anni della nostra vita, ce ne sono tantissimi in Italia. Dalla è un artista completo, un artista sui generis, un grande compositore e un particolare interprete, e veramente con le sue canzoni ci siamo innamorati, ci siamo lasciati, abbiamo riso, abbiamo pianto. È un pezzo della nostra storia e andava raccontato.
Raccontare la storia di un artista così iconico comporta delle responsabilità: come avete scelto quali aspetti enfatizzare durante lo spettacolo?
Siamo partiti dal testo scritto da Federica Debernardis, figlia di Rocco e amante della musica italiana, che ha studiato tutto quello che si poteva leggere a livello di interviste, aneddoti, testi. Un conto è ascoltarli, un conto è leggerli i testi delle canzoni, perché leggendoli vai a capire a fondo il senso di quelle parole, in quel contesto storico. Lei ha fatto un lavoro straordinario, perfetto, bastava soltanto portarlo sul palco. Abbiamo preferito raccontare gli aspetti umani di questo uomo Lucio: come ha vissuto la sua popolarità, come ha vissuto il periodo prima della popolarità, il rapporto con la madre, con gli amici, con le grandi case discografiche, con il pubblico, con la sua omosessualità. Abbiamo voluto raccontare l’uomo attraverso le sue opere, straordinarie.
Come vi siete preparati a reinterpretare le musiche di Lucio Dalla, unendo il clarinetto e il pianoforte a un racconto così ricco e poetico?
Utilizzare il clarinetto e il pianoforte per raccontare Dalla è stata la cosa più naturale possibile, perché Dalla suonava questi due strumenti. Certo, questa è una domanda da fare preferibilmente al maestro Debernardis che non a me. Io ho assistito alle prove con questi arrangiamenti particolari che sono stati fatti per clarinetto, chitarra e pianoforte, e ritengo che essi riescano a dare voce a tante emozioni, a tante sfumature. Abbiamo due versioni dello spettacolo: la prima è appunto con il Trio, la seconda, ancora più ricca, con orchestra da camera: due violini, viola, violoncello, contrabbasso, clarinetto, chitarra e pianoforte.
Cosa rende, secondo voi, Lucio Dalla ancora così attuale e capace di conquistare nuove generazioni?
Bisognerebbe chiederlo a mia figlia, ai nostri figli, perché, se lo ascoltano ancora Dalla, sicuramente significa che era un artista avanti per i suoi tempi, un artista moderno, come ad esempio Battisti, De Gregori, Vasco Rossi. Quando le canzoni sono belle, restano immortali. Ascoltiamo ancora oggi “Volare” ad esempio, composta quasi 70 anni fa! Quando le canzoni sono belle, sono evocative, hanno dei contenuti, restano sempre attuali. Queste canzoni, quando le dimenticheremo? Mai. Passeranno in radio, nessuno dei ragazzi saprà chi è che sta cantando, ma continueranno a dire: “Che bella canzone!”. Questa è l’eredità che ci ha lasciato Lucio Dalla: una grande musica, grandi emozioni.