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INTERVISTA ESCLUSIVA AL QUARTETTO RILKE

Feb 4, 2026 | Intervista

Abbiamo intervistato il Quartetto Rilke che, assieme al Quartetto di Genova, sarà in concerto giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 19.30 al Teatro Toniolo.
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L’Accademia Stauffer è famosa per la formazione di eccellenti musicisti d’arco: com’è l’esperienza di far parte di questo percorso e cosa vi ha dato finora?

Far parte dell’Accademia Stauffer è per noi un’esperienza di altissimo valore formativo. L’ambiente, estremamente stimolante, ci permette di lavorare con docenti di primissimo livello – il Quartetto di Cremona e docenti ospiti provenienti da celebri istituzioni internazionali – e di confrontarci con colleghi provenienti da realtà diverse, favorendo una crescita tecnica e artistica costante. Oltre allo studio approfondito del repertorio per quartetto d’archi, l’Accademia ci ha permesso di acquisire una più solida consapevolezza musicale e di sviluppare una visione professionale chiara e strutturata del nostro percorso futuro. Lo Stauffer Performance Diploma è un percorso impegnativo, che richiede continua dedizione e grande determinazione, ma che ci offre l’opportunità di migliorare e maturare costantemente, fornendoci le basi per poter costruire una carriera internazionale.

 

Al concerto suonerete l’Ottetto di Mendelssohn che è stato scritto da un compositore appena sedicenne. Come vi fa sentire suonare un’opera così giovane e piena di energia?

Suonare l’Ottetto di Mendelssohn è un’esperienza profondamente coinvolgente. Sapere che questa opera straordinaria è stata concepita da un compositore appena sedicenne suscita entusiasmo, ma anche un forte senso di responsabilità: in quelle pagine convivono un’energia travolgente e una sorprendente maturità espressiva. Per noi significa essere chiamate a suonare con slancio, freschezza e un ascolto reciproco ancora più attento, lasciandoci guidare dal flusso musicale. È un brano che mette alla prova, ma che ripaga con un’enorme gioia: quella di condividere con il pubblico la sua vitalità inesauribile.

 

Il programma include anche Šostakovič e Webern. Come riuscite a cambiare stile e atmosfera senza perdere intensità durante lo stesso concerto?

Il cambiamento di stile tra autori così diversi è una delle sfide più affascinanti del programma, che richiede un lavoro profondo sulla comprensione del linguaggio di ciascun compositore. Questo comporta trasformazioni nel suono, nell’articolazione, nel modo di respirare insieme; ciò che non cambia è l’intensità dell’ascolto reciproco e della visione musicale comune. La vera sfida, e al tempo stesso il vero stimolo, è proprio questa: attraversare mondi espressivi lontani mantenendo una presenza solida e coesa, capace di rendere l’intero concerto vivo, coerente e profondamente coinvolgente.

 

Quali sono state le sfide più interessanti nell’esecuzione di queste opere, e cosa vi ha dato maggiore soddisfazione?

Le sfide più stimolanti sono state soprattutto legate alla varietà del programma e alla necessità di immergersi ogni volta in un linguaggio musicale diverso. Ogni brano richiede un’attenzione specifica, sia sul piano tecnico che su quello espressivo, e il vero lavoro consiste nel saper cambiare atmosfera mantenendo al tempo stesso coerenza, intensità e qualità dell’ascolto reciproco. La soddisfazione più grande nasce quando, superati questi passaggi complessi, riusciamo a percepire una reale unità tra di noi: è in quel momento che la musica comincia a “respirare” e a prendere vita in modo naturale.

 

In che modo, secondo voi, questo concerto rappresenta l’incontro tra la grande tradizione della musica da camera e il talento emergente dei giovani musicisti?

Questo concerto rappresenta un vero punto di incontro tra la grande tradizione della musica da camera e il talento di due giovani quartetti. Al centro ci sono opere fondamentali del repertorio, affidate a interpreti che le affrontano con uno sguardo fresco e profondamente personale. La tradizione offre le basi, il linguaggio e i valori musicali; la nostra energia, curiosità e sensibilità contemporanea portano invece nuova vitalità e spontaneità. Ne nasce un dialogo vivo tra passato e presente, in cui il rispetto per il testo musicale si intreccia con il desiderio di far sì che questa musica continui a parlare con autenticità al pubblico di oggi.

 

Avete un messaggio speciale per il pubblico?

Il nostro messaggio per il pubblico è, prima di tutto, un sincero ringraziamento. La condivisione è il cuore del nostro lavoro: è la presenza, l’ascolto e l’attenzione del pubblico a dare pieno significato a tutto ciò che facciamo. Ci auguriamo che la musica possa essere vissuta come un’esperienza aperta e coinvolgente, capace di emozionare e di creare un momento di autentica condivisione, al di là delle parole.